{"id":6176,"date":"2021-12-15T16:39:03","date_gmt":"2021-12-15T15:39:03","guid":{"rendered":"https:\/\/chartreux.org\/moines\/?page_id=6176"},"modified":"2021-12-16T10:30:59","modified_gmt":"2021-12-16T09:30:59","slug":"libro-4","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/chartreux.org\/moines\/it\/statuti\/libro-4\/","title":{"rendered":"Libro 4"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Libro 4&nbsp;: L&rsquo;Ordine<\/h2>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"c31\">Capitolo 31<\/h3>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p>Il governo dell&rsquo;Ordine<a href=\"\/moines\/it\/statuti\/libro-3#c30\">\u00ab<\/a><a href=\"#c32\">\u00bb<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Per mantenere nella sua forma stabile la vocazione certosina, i primi priori dell&rsquo;Ordine stabilirono di comune accordo che nella casa di Certosa fosse tenuto un Capitolo Generale al quale tutti affidarono le loro case per ottenere correzione e custodia, promettendo al medesimo Capitolo obbedienza in nome proprio e delle rispettive case. Fu cos\u00ec rafforzato il vincolo della perpetua carit\u00e0 tra le case e tutti i membri dell&rsquo;Ordine che vogliono alacremente camminare insieme nella via del Signore.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Capitolo Generale viene celebrato ogni due anni; ad esso intervengono i priori, i rettori, il Procuratore Generale e i vicari delle monache. Qualora chi presiede ad una casa fosse impedito, delega un monaco professo di voti solenni. Se una casa \u00e8 priva di priore, il Reverendo Padre pu\u00f2 invitare un monaco professo di voti solenni della medesima casa ad intervenire al Capitolo Generale. Tutti questi monaci hanno in Capitolo gli stessi diritti e doveri dei priori.<\/p>\n\n\n\n<p>L&rsquo;Assemblea nella quale si riuniscono tutti coloro che godono dei diritti di priore, come anche tutti gli altri monaci eventualmente membri del Definitorio, si chiama Assemblea plenaria, e ad essa presiede il Reverendo Padre. Essa ha il potere di prendere decisioni su tutto ci\u00f2 che si riferisce all\u2019Ordine, eccetto quanto \u00e8 di competenza del Definitorio.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Definitorio, al quale presiede il Reverendo Padre, \u00e8 costituito dallo stesso Reverendo Padre e da otto definitori, eletti come \u00e8 detto altrove. Eccetto il Reverendo Padre, nessuno sia o venga eletto definitore, se ha gi\u00e0 adempiuto tale funzione nel Capitolo precedente. Il Definitorio delibera sulle persone e sulle case.<\/p>\n\n\n\n<p>In ogni Capitolo Generale tutti coloro che hanno l\u2019incarico di una comunit\u00e0 chiedono misericordia, conformemente alla sottomissione da tutti loro promessa e dovuta allo stesso Capitolo, affinch\u00e9 in Definitorio si possa deliberare sulla loro deposizione o conferma nella carica. Secondo la nostra tradizione, infatti, il priore esercita la carica finch\u00e9, a giudizio del Capitolo Generale, \u00e8 atto ad esercitarla per il bene della comunit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Spetta anche al Definitorio nominare il Procuratore Generale, che rappresenta l&rsquo;Ordine presso la Sede Apostolica.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutte le ordinanze emesse sia dall&rsquo;Assemblea plenaria sia dal Definitorio, sono annullate se non vengono confermate dall\u2019Assemblea plenaria del Capitolo successivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Non si pu\u00f2 stabilire e mettere in atto nulla di contrario a qualche punto di questi Statuti e tale da diminuire l\u2019antico rigore dell&rsquo;Ordine Certosino, senza che venga approvato da due Capitoli consecutivi con una maggioranza di almeno due terzi dei voti espressi.<\/p>\n\n\n\n<p>Se un&rsquo;ordinanza, anche senza intaccare il rigore dell&rsquo;Ordine, cambiasse sostanzialmente qualche punto delle nostre osservanze, non la si potrebbe promulgare se non si ottenessero almeno i due terzi dei voti espressi. Essa dovrebbe poi essere confermata dal Capitolo Generale seguente con la stessa maggioranza.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel Capitolo Generale, il Reverendo Padre e i membri del Consiglio Generale devono insieme considerare attentamente se le nuove ordinanze vadano contro il rigore dell&rsquo;Ordine o se cambino sostanzialmente l&rsquo;osservanza.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Reverendo Padre, cio\u00e8 il priore di Certosa, \u00e8 il Ministro Generale di tutto l\u2019Ordine. Viene eletto dalla comunit\u00e0 della Gran Certosa, ma l&rsquo;elezione non ha forza di diritto finch\u00e9 non sia accettata dai priori, le priore e i rettori dell\u2019Ordine riuniti collegialmente.<\/p>\n\n\n\n<p>Il priore della Gran Certosa eserciti, nel corso dell&rsquo;anno, l\u2019autorit\u00e0 del Capitolo Generale ogni volta che \u00e8 necessario usarla per il bene dell&rsquo;Ordine e non \u00e8 possibile attendere il prossimo Capitolo. Inoltre, per tali questioni, il Reverendo Padre ha un Consiglio chiamato&nbsp;<strong>Consiglio Generale<\/strong>&nbsp;e costituito dal Procuratore Generale e da monaci professi di voti solenni, eletti dall&rsquo;Assemblea plenaria.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Reverendo Padre, al quale, come Ministro Generale, spetta mantenere l&rsquo;unit\u00e0 dell&rsquo;Ordine, ha potest\u00e0 ordinaria sulle monache certosine.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutti coloro che esercitano l&rsquo;autorit\u00e0 nell&rsquo;Ordine prendano sempre lo spirito e la legge della Chiesa come norma suprema per interpretare le tradizioni dell&rsquo;Ordine. \u00c8 bene che i priori, ai quali i monaci devono pronta obbedienza, siano a loro volta di esempio ad essi, sottomettendosi umilmente alle ordinanze del Capitolo Generale o del Reverendo Padre, e non criticandole dinanzi ad altri.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 sia pi\u00f9 efficacemente favorita la comunione del nostro Ordine con il Sommo Pontefice, il Reverendo Padre trasmette alla Sede Apostolica, ogni sei anni, una breve relazione sullo stato e sulla vita dell\u2019Ordine.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"c32\">Capitolo 32<\/h3>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p>Le Visite canoniche<a href=\"#c31\">\u00ab<\/a><a href=\"#c33\">\u00bb<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Il Capitolo Generale, prendendosi diligente cura che nelle case dell&rsquo;Ordine regnino la carit\u00e0, la pace e la fedele osservanza, ha stabilito di inviare ogni due anni a tutte le case dei Visitatori che manifestino la sollecitudine dell&rsquo;Ordine verso di esse e siano muniti dei necessari poteri per risolvere le difficolt\u00e0 che potrebbero presentarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>La comunit\u00e0, desiderosa che il tempo favorevole della Visita si trasformi in grazia di Dio, accoglier\u00e0 in spirito di fede i Visitatori o i commissari, in quanto rivestiti dell&rsquo;autorit\u00e0 del Capitolo Generale o del Reverendo Padre. Ciascuno li aiuter\u00e0 con ogni impegno nell&rsquo;adempimento del loro compito. Pertanto i Visitatori e i monaci faranno tutto il possibile per stabilire tra loro un clima di reciproca fiducia.<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo dovere dei Visitatori \u00e8 di accogliere i monaci con fraterna carit\u00e0 ed ascoltarli con la massima attenzione; inoltre si sforzeranno di far s\u00ec che tutti diano nel modo migliore al Signore e ai confratelli quanto di bene hanno in se stessi.<\/p>\n\n\n\n<p>Esercitino il loro ufficio non in veste di giudici, ma piuttosto come fratelli, ai quali i tentati e gli afflitti possano aprire il loro animo liberamente e senza timore di divulgazioni; e in un atto di tanta importanza non abbiano fretta, ma procedano con calma.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutti possono parlare liberamente coi Visitatori e manifestare ci\u00f2 che richiede un giudizio o un consiglio, sia che si tratti di problemi personali o della comunit\u00e0. Si potr\u00e0 anche far loro delle proposte costruttive che sembrino utili al bene comune.<\/p>\n\n\n\n<p>Spetta ai Visitatori intrattenersi non solo con ogni monaco in particolare, ma anche incontrarsi con l&rsquo;intera comunit\u00e0, cosa che avviene nella prima e nell&rsquo;ultima seduta della Visita.<\/p>\n\n\n\n<p>Affinch\u00e9 la Visita produca, con l&rsquo;aiuto del Signore, durevoli frutti, i Visitatori si adopereranno perch\u00e9 la comunit\u00e0 stessa si assuma il compito del proprio rinnovamento spirituale.<\/p>\n\n\n\n<p>I Visitatori s&rsquo;informeranno dell&rsquo;andamento della comunit\u00e0, se ha fatto dei progressi dall&rsquo;ultima Visita e quali difficolt\u00e0 si sono presentate. Inviteranno la comunit\u00e0 ad interrogarsi sulla sua fedelt\u00e0 allo spirito e alla lettera dell&rsquo;osservanza regolare, quale \u00e8 esposta negli Statuti. Esamineranno altres\u00ec i conti della casa e come \u00e8 osservata la povert\u00e0 evangelica. Quanto alle irregolarit\u00e0 eventualmente incontrate, indicheranno gli opportuni rimedi. Insieme coi monaci, e anzitutto col priore, cercheranno attentamente con quali provvedimenti la comunit\u00e0 possa essere aiutata a progredire nella fedelt\u00e0 alla sua vocazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Poich\u00e9 il progresso delle case dipende molto dal frutto delle Visite, i Visitatori siano pieni di sollecitudine e di zelo, senza mai accontentarsi del solo formale ed esterno adempimento del loro compito. Avendo davanti agli occhi soltanto il bene delle anime, non risparmino n\u00e9 forze n\u00e9 tempo perch\u00e9 la loro Visita accresca nei cuori la pace e l\u2019amore di Cristo.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"c33\">Capitolo 33<\/h3>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p>La conversione di vita<a href=\"#c32\">\u00ab<\/a><a href=\"#c34\">\u00bb<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo ricevuto dai nostri padri una santa forma di vita; per questo, quanto pi\u00f9 alta \u00e8 la via aperta dinanzi a noi, tanto pi\u00f9 facile \u00e8 il pericolo di allontanarcene, non solo con aperte trasgressioni, ma anche sotto un certo qual peso naturale della forza dell&rsquo;abitudine. E poich\u00e9 Dio d\u00e0 la grazia agli umili, dobbiamo soprattutto ricorrere a lui e combattere senza tregua perch\u00e9 la vigna eletta non abbia a dare frutti cattivi.<\/p>\n\n\n\n<p>La persistenza del nostro ideale dipende pi\u00f9 dalla fedelt\u00e0 dei singoli che dalla moltiplicazione delle leggi o dall&rsquo;aggiornamento delle consuetudini o anche dalla diligenza dei priori. Non sarebbe infatti sufficiente obbedire agli ordini dei superiori e osservare fedelmente la lettera degli Statuti se, guidati dallo Spirito, non giungessimo a gustare le cose dello Spirito. Il monaco, che fin dall&rsquo;inizio della sua nuova vita \u00e8 stabilito nella solitudine, \u00e8 lasciato a discrezione del suo consiglio. Dato che non \u00e8 pi\u00f9 un bambino, ma un adulto, non si lasci sballottare esposto ad ogni vento, ma esaminando quale cosa sia gradita al Signore, vi aderisca spontaneamente e goda con sobriet\u00e0 e saggezza della libert\u00e0 dei figli di Dio, della quale \u00e8 responsabile dinanzi al Signore. Per\u00f2 nessuno si fidi della propria prudenza. Infatti chi trascura di aprire il proprio animo ad una saggia guida, corre il pericolo, per aver dimenticato la discrezione, di progredire meno del necessario, o di stancarsi nella corsa, o, indugiando, d&rsquo;addormentarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>In che modo potremo, come ostie viventi, gradite a Dio, adempiere la nostra funzione nella Chiesa, se permettiamo di separarci dal Figlio di Dio, che \u00e8 ad un tempo Vita e Ostia suprema? Ci\u00f2 avverrebbe se assecondassimo la rilassatezza e l&rsquo;immortificazione della vita, le divagazioni della mente, le inutili chiacchiere e le vane sollecitudini e occupazioni; oppure se fossimo monaci tenuti prigionieri in cella da misere ed egoistiche preoccupazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Sforziamoci perci\u00f2, per quanto \u00e8 possibile, di fissare i nostri pensieri e i nostri affetti in Dio con semplicit\u00e0 di cuore e purit\u00e0 di mente. Ciascuno, dimentico di se stesso e del passato, corra verso la meta per arrivare al premio che Dio ci chiama a ricevere lass\u00f9, in Cristo Ges\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma chi non ama il suo fratello che vede, come pu\u00f2 amare Dio che non vede? E poich\u00e9 il dialogo fraterno degli uomini si attua solo nel reciproco rispetto delle persone, di certo conviene in modo tutto speciale a noi, che dimoriamo nella casa del Signore, testimoniare la carit\u00e0 che procede da Dio, accogliendo amorevolmente i fratelli coi quali conviviamo e sforzandoci di comprenderne con il cuore e la mente i temperamenti e i caratteri, sebbene diversi dai nostri. Infatti le inimicizie, le contese e altri simili contrasti per lo pi\u00f9 nascono dal disprezzo degli altri.<\/p>\n\n\n\n<p>Guardiamoci da tutto ci\u00f2 che potrebbe ledere il bene della pace; e innanzi tutto non parliamo male del nostro fratello. Se dovesse sorgere in casa qualche disaccordo tra i monaci o tra essi e il priore, si tentino con pazienza e umilt\u00e0 tutte le vie per risolvere nella carit\u00e0 il contrasto, prima di deferirlo ai Visitatori, al Reverendo Padre o al Capitolo Generale. \u00c8 sempre preferibile conservare la pace nella propria famiglia conventuale mediante lo sforzo e l&rsquo;accordo di tutti. In simili casi il priore deve comportarsi non da dominatore ma da fratello; e se fosse suo il torto, lo riconosca e se ne corregga.<\/p>\n\n\n\n<p>Poich\u00e9 soprattutto per opera dei priori pu\u00f2 illanguidirsi o fiorire lo spirito nelle case dell&rsquo;Ordine, essi abbiano cura di giovare con l&rsquo;esempio e cerchino di mettere prima in pratica ci\u00f2 che insegnano, n\u00e9 osino proferire parole che Cristo non avrebbe detto al loro posto. Dandosi pienamente alla preghiera, al silenzio e alla custodia della cella si meritino la fiducia dei monaci e attuino con essi una vera comunione di carit\u00e0. Con benevolenza e premura osservino come si svolga la loro vita in cella e quale sia il loro stato d&rsquo;animo, in modo da opporre resistenza alle loro tentazioni fin dagli inizi, per non dover ricorrere ai ripari troppo tardi una volta che si siano radicate.<\/p>\n\n\n\n<p>Soprattutto oggigiorno dobbiamo rifuggire dal conformarci alla mentalit\u00e0 del mondo. La ricerca esagerata delle comodit\u00e0 della vita e la precipitazione nell&rsquo;accoglierle sono assolutamente incompatibili col nostro stato, specie perch\u00e9 novit\u00e0 chiama novit\u00e0. La divina Provvidenza non ci ha elargito i beni perch\u00e9 ricercassimo gli allettamenti della vita. In realt\u00e0 la via che conduce a Dio \u00e8 facile, perch\u00e9 non la si percorre gravandosi di beni, ma liberandosene. Spogliamoci dunque in modo tale che, dopo aver lasciato tutto e rinnegato noi stessi, condividiamo la vita dei nostri primi padri.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"c34\">Capitolo 34<\/h3>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p>La funzione dell&rsquo;Ordine nella Chiesa<a href=\"#c33\">\u00ab<\/a><a href=\"#c35\">\u00bb<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Quanta utilit\u00e0 e gioia divina apportino la solitudine e il silenzio dell&rsquo;eremo a coloro che li amano lo sanno solo quelli che ne hanno fatto l&rsquo;esperienza; per\u00f2 non abbiamo scelto questa parte migliore soltanto per nostro personale profitto. Abbracciando infatti la vita nascosta, noi non disertiamo la famiglia umana, ma, dedicandoci a Dio solo, esercitiamo una funzione nella Chiesa, dove il visibile \u00e8 ordinato all&rsquo;invisibile e l&rsquo;azione alla contemplazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Pertanto, se aderiamo veramente a Dio, non ci trinceriamo in noi stessi, ma al contrario la nostra mente si apre e il cuore si dilata tanto da poter abbracciare l&rsquo;universo intero e il mistero salvifico di Cristo. Separati da tutti, siamo uniti a tutti, per stare a nome di tutti al cospetto del Dio vivente. Tale applicazione d\u2019animo che, per quanto lo permetta la condizione umana, tende a Dio nella maniera pi\u00f9 diretta e continua, ci associa in modo speciale alla Beata Vergine Maria, che siamo soliti chiamare Madre particolare dei certosini.<\/p>\n\n\n\n<p>Consacrandoci con la nostra professione unicamente a Colui che \u00e8, rendiamo testimonianza davanti al mondo, troppo irretito nelle realt\u00e0 terrene, che non vi \u00e8 altro Dio fuori di lui. La nostra vita dimostra che i beni celesti sono gi\u00e0 presenti in questo secolo, preannunzia la risurrezione e in certo qual modo anticipa il mondo rinnovato.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, mediante la penitenza partecipiamo all&rsquo;opera salvifica di Cristo, il quale ha redento il genere umano, schiavo ed oppresso dal peccato, principalmente elevando la sua preghiera al Padre e offrendo in sacrificio se stesso. Poich\u00e9 dunque noi cerchiamo di rivivere questo aspetto intimo della missione redentrice di Cristo, pur non dedicandoci ad alcuna attivit\u00e0 esterna, tuttavia esercitiamo l\u2019apostolato in maniera eccellentissima.<\/p>\n\n\n\n<p>Perci\u00f2, dedicandoci alla quiete della cella e al lavoro, a lode di Dio, per la quale fu particolarmente istituito l&rsquo;Ordine eremitico certosino, sia nostro impegno offrire a lui un culto incessante, affinch\u00e9, santificati nella verit\u00e0, siamo i veri adoratori che il Padre cerca.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"c35\">Capitolo 35<\/h3>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p>Gli Statuti<a href=\"#c34\">\u00ab<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Ascoltiamo e meditiamo assiduamente la disciplina dei nostri padri, rinnovata e adattata in questi Statuti. Non abbandoniamola ed essa ci custodir\u00e0. Amiamola e ci conserver\u00e0. Essa \u00e8 la forma e il sacramento della santit\u00e0 prestabilita da Dio per ciascuno di noi. Tuttavia \u00e8 lo Spirito che vivifica, e non permette che ci accontentiamo della lettera. I presenti Statuti mirano infatti a quest&rsquo;unico scopo: farci percorrere, sotto la guida del Vangelo, il cammino che conduce a Dio e farci scoprire l\u2019immensit\u00e0 dell\u2019amore.<\/p>\n\n\n\n<p>Viene lasciato al giudizio del priore di regolare i punti non menzionati negli Statuti, purch\u00e9 le sue disposizioni non contrastino con essi. Ma non vogliamo che, in questo o in altro caso, i priori cambino alla leggera le consuetudini buone e religiose delle case. Queste usanze per\u00f2 non possono mai prevalere contro gli Statuti.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 gli Statuti non vengano dimenticati, si leggano ogni anno alla presenza della comunit\u00e0 dei monaci. Se nel corso della lettura degli Statuti si noter\u00e0 che qualche punto \u00e8 meno osservato, i singoli diligentemente considerino come si possa e si debba rimediarvi.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Se il tuo fratello commette una colpa, va&rsquo; e ammoniscilo tra te e lui solo<\/em>, dice il Signore. Ci\u00f2 richiede per\u00f2 una grandissima umilt\u00e0 e prudenza; anzi, arreca danno, se non si fa con quella pura carit\u00e0 che non cerca il proprio interesse. Dobbiamo desiderare umilmente anche noi di essere ripresi dagli altri. Per\u00f2, di solito, converr\u00e0 deferire le ammonizioni al priore, al vicario o al procuratore, i quali le faranno secondo la loro coscienza e prudenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Spetta al priore fare in modo che gli Statuti siano fedelmente osservati nella casa. La loro essenza informi il suo animo, affinch\u00e9 egli, in tutto, sappia sempre conservare lo spirito dell&rsquo;osservanza, ricordandosi che \u00e8 stato fatto ministro degli stessi Statuti, non per perdere, ma per essere di aiuto ai suoi fratelli.<\/p>\n\n\n\n<p>I monaci prestino agli Statuti un&rsquo;obbedienza responsabile, osservandoli non per essere visti, come si fa per piacere agli uomini, ma con cuore semplice e nel timore del Signore. N\u00e9 ignorino che una dispensa ottenuta senza giusta causa \u00e8 nulla. Ugualmente ascoltino e adempiano con tutta docilit\u00e0 le prescrizioni e gli ammonimenti degli anziani, specialmente del priore, che rappresenta Dio. E se talvolta sbagliano per fragilit\u00e0 umana, non siano ostinati nel non correggersi, per non dare occasione al diavolo; ma piuttosto ritornino per la via faticosa dell\u2019obbedienza a Colui dal quale l&rsquo;uomo si era allontanato per la pigrizia della disobbedienza.<\/p>\n\n\n\n<p>Considerando tutti i benefici preparati dal Signore per coloro che Egli ha chiamato nel deserto, rallegriamoci col nostro Padre san Bruno di aver raggiunto il quieto riposo di un porto riparato, dove siamo invitati a gustare, almeno in parte, l&rsquo;incomparabile bellezza del sommo Bene. Rallegriamoci per la nostra sorte fortunata e per l&rsquo;abbondanza della grazia che Dio ci dona, rendendo sempre grazie a Dio Padre che ci ha resi degni di partecipare alla sorte dei santi nella luce. Amen.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Libro 4&nbsp;: L&rsquo;Ordine Capitolo 31 Il governo dell&rsquo;Ordine\u00ab\u00bb Per mantenere nella sua forma stabile la vocazione [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":0,"parent":6167,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-6176","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/chartreux.org\/moines\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/6176","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/chartreux.org\/moines\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/chartreux.org\/moines\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/chartreux.org\/moines\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/chartreux.org\/moines\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6176"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/chartreux.org\/moines\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/6176\/revisions"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/chartreux.org\/moines\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/6167"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/chartreux.org\/moines\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6176"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}