{"id":6167,"date":"2021-12-15T16:35:46","date_gmt":"2021-12-15T15:35:46","guid":{"rendered":"https:\/\/chartreux.org\/moines\/?page_id=6167"},"modified":"2021-12-16T10:25:04","modified_gmt":"2021-12-16T09:25:04","slug":"statuti","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/chartreux.org\/moines\/it\/statuti\/","title":{"rendered":"Statuti"},"content":{"rendered":"\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"c1\">Capitolo 1<\/h3>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p>Prologo<a href=\"#c2\">\u00bb<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>a grazia del Signore nostro Ges\u00f9 Cristo, l&rsquo;amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi. Amen.<\/p>\n\n\n\n<p>A lode della gloria di Dio, Cristo, Verbo del Padre, per mezzo dello Spirito Santo, si scelse fin dal principio degli uomini per condurli nella solitudine e per unirli a s\u00e9 in intimo amore. Seguendo tale chiamata, nell&rsquo;anno 1084, Maestro Bruno entr\u00f2 con sei compagni nel deserto di Certosa e vi si stabil\u00ec. Qui essi e i loro successori, rimanendo sotto la guida dello Spirito Santo, formarono gradatamente, con l&rsquo;aiuto dell&rsquo;esperienza, una propria consuetudine di vita eremitica, che veniva tramandata ai posteri, non per mezzo di scritti, ma con l&rsquo;esempio.<\/p>\n\n\n\n<p>Per ripetuta richiesta di altri eremi, fondati ad imitazione della Certosa, Guigo, quinto priore di Certosa, mise per iscritto le consuetudini di quella vocazione, che tutti accettarono per seguirle ed imitarle, come regola delle loro osservanze e vincolo di carit\u00e0 della nascente famiglia. E poich\u00e9 i priori certosini sollecitavano con insistenza i priori e i fratelli di Certosa di poter tenere nella medesima casa un Capitolo comune, sotto il priorato di Antelmo, si riun\u00ec il primo Capitolo Generale al quale si affidarono in perpetuo tutte le case e la stessa casa di Certosa. In quel tempo anche le monache di Pr\u00e9bayon abbracciarono di spontanea volont\u00e0 la vocazione certosina. Questa fu l&rsquo;origine del nostro Ordine.<\/p>\n\n\n\n<p>Da allora in poi, con l&rsquo;andar del tempo, il Capitolo Generale, mentre adattava la forma della vita certosina secondo gli insegnamenti suggeriti dall&rsquo;esperienza o dal sopraggiungere di nuove circostanze, fissava sempre meglio e sviluppava le nostre istituzioni. Ma, poich\u00e9 per tale continuo ed accurato adattamento delle nostre consuetudini la mole delle ordinanze era andata gradatamente aumentando, nell&rsquo;anno 1271 il Capitolo Generale, riunendo in un unico testo tutto il materiale desunto dalle consuetudini di Guigo, dalle ordinanze dei Capitoli Generali e dagli usi di Certosa, promulg\u00f2 gli&nbsp;<strong>Antichi Statuti<\/strong>. A questi, nel 1368, si unirono altri documenti, detti&nbsp;<strong>Nuovi Statuti<\/strong>; i testi poi aggiunti nel 1509 sono chiamati&nbsp;<strong>Terza Compilazione<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Le tre compilazioni allora in vigore, in seguito al Concilio Tridentino, furono rielaborate in un sol corpo chiamato&nbsp;<strong>Nuova Collezione<\/strong>&nbsp;degli Statuti, la cui terza edizione fu approvata&nbsp;in forma specifica&nbsp;dalla Costituzione Apostolica&nbsp;Iniunctum nobis&nbsp;del Papa Innocenzo&nbsp;XI. Infine una nuova edizione, riveduta un&rsquo;altra volta e adattata alle prescrizioni del Codice di diritto canonico allora vigente, venne nuovamente approvata in forma specifica dal Papa Pio&nbsp;XI con la Costituzione Apostolica&nbsp;Umbratilem.<\/p>\n\n\n\n<p>Per ordine del Concilio Ecumenico Vaticano&nbsp;II \u00e8 stato intrapreso un adeguato rinnovamento del nostro genere di vita in conformit\u00e0 ai decreti del medesimo Concilio, nel pieno rispetto della nostra separazione dal mondo e degli esercizi propri della vita contemplativa. Il Capitolo Generale del 1971 ha pertanto approvato gli&nbsp;<strong>Statuti Rinnovati<\/strong>, riveduti ed emendati con la collaborazione di tutti i membri dell&rsquo;Ordine.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 poi fossero conformi al Codice di diritto canonico promulgato nell&rsquo;anno 1983, gli stessi Statuti sono stati di nuovo riveduti e divisi in due parti, di cui la prima, che comprende i libri primo, secondo, terzo e quarto, contiene le Costituzioni dell&rsquo;Ordine. Noi, pertanto, umili fratelli, Andrea, priore di Certosa, e gli altri membri del Capitolo Generale dell&rsquo;anno 1989, approviamo e confermiamo i presenti Statuti.<\/p>\n\n\n\n<p>Non vogliamo tuttavia che gli Statuti precedenti, specialmente i pi\u00f9 antichi, cadano in oblio, ma che permanga il loro spirito nella presente osservanza, sebbene essi non conservino pi\u00f9 forza di legge.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine esortiamo tutti i professi e novizi del nostro Ordine, e vivamente li preghiamo, in nome della misericordia e bont\u00e0 divina, che ognuno, secondo la vocazione e il proprio compito, si sforzi di corrispondere con la maggior gratitudine possibile a tanto paterna liberalit\u00e0 e benevolenza di Dio, nostro Signore, il quale con cos\u00ec grande clemenza si \u00e8 degnato di favorire, guidare e proteggere la famiglia certosina dalle origini fino ai nostri giorni, elargendoci abbondantemente tutti i mezzi atti a condurci alla salvezza e alla perfezione. Adempiremo tale dovere, se ci applicheremo all&rsquo;osservanza regolare, raccomandata da questi Statuti, con tanta fedelt\u00e0 e zelo, che, rettamente e debitamente istruito e formato secondo tale osservanza il nostro uomo esteriore, pi\u00f9 ardentemente cerchiamo Dio stesso nel nostro uomo interiore, pi\u00f9 prontamente lo troviamo e pi\u00f9 perfettamente lo possediamo. Cos\u00ec potremo pervenire, con la grazia del Signore, alla perfezione della carit\u00e0, che \u00e8 il fine della nostra vocazione e di tutta la vita monastica, e conseguire l&rsquo;eterna beatitudine.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"c2\">Capitolo 2<\/h3>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p>Gio di Guigo della vita solitaria<a href=\"#c1\">\u00ab<\/a><a href=\"\/moines\/it\/statuti\/libro-1\">\u00bb<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>I monaci che hanno lodato la solitudine hanno voluto dare una testimonianza del mistero di cui avevano sperimentato le ricchezze e che in verit\u00e0 solo i beati conoscono pienamente. Qui si compie un grande mistero: quello di Cristo e della Chiesa, di cui la Vergine Maria \u00e8 un esempio eminente; tale mistero sta nascosto tutto anche in ogni anima fedele ed \u00e8 rivelato pi\u00f9 profondamente dalla stessa forza della solitudine.<\/p>\n\n\n\n<p>Perci\u00f2 nel presente capitolo, tratto dalle Consuetudini di Guigo, si devono ricercare come delle scintille sfavillanti dall&rsquo;anima di colui che lo Spirito incaric\u00f2 di formare le prime leggi del nostro Ordine. Infatti queste parole del quinto priore, mentre interpretano la Sacra Scrittura secondo l&rsquo;antica allegoria, con esatto senso attingono la sublime verit\u00e0 che ci unisce ai nostri padri nella fruizione della medesima grazia.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel tessere l&rsquo;elogio della vita solitaria, alla quale siamo chiamati in modo speciale, diremo poche parole, perch\u00e9 sappiamo che \u00e8 stata grandemente lodata da molti santi e sapienti di cos\u00ec grande autorit\u00e0, che non ci sentiamo degni di seguirne le orme.<\/p>\n\n\n\n<p>Sapete infatti che nell&rsquo;Antico e soprattutto nel Nuovo Testamento quasi tutti i pi\u00f9 grandi e profondi segreti furono rivelati ai servi di Dio non nel tumulto delle folle, ma quando erano soli. Gli stessi servi di Dio, tutte le volte che li accendeva il desiderio di meditare pi\u00f9 profondamente qualche verit\u00e0 o di pregare con maggiore libert\u00e0 o di liberarsi dalle cose terrene con l&rsquo;estasi dello spirito, quasi sempre evitavano gli ostacoli della moltitudine e ricercavano i vantaggi della solitudine.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 per questo, tanto per farne qualche breve accenno, che Isacco esce da solo nella campagna per meditare, e dobbiamo credere che ci\u00f2 non fosse per lui occasionale, ma abituale; cos\u00ec anche Giacobbe, mandati innanzi tutti gli altri, rimasto solo, vede Dio a faccia a faccia, ed \u00e8 favorito simultaneamente della benedizione e del cambiamento del nome in uno migliore, conseguendo pi\u00f9 in un attimo di solitudine che non in tutto il tempo della vita trascorso in compagnia degli uomini.<\/p>\n\n\n\n<p>La Scrittura attesta quanto anche Mos\u00e8, Elia ed Eliseo amino la solitudine e quanto per essa progrediscano nella conoscenza dei divini segreti; come tra gli uomini si trovino frequentemente in pericolo, e come invece, mentre sono soli, vengano visitati da Dio.<\/p>\n\n\n\n<p>Allo stesso modo Geremia siede solitario, perch\u00e9 \u00e8 penetrato dalle minacce di Dio; anzi, domandando che sia data acqua al suo capo e una fonte di lacrime ai suoi occhi per poter piangere gli uccisi del suo popolo, chiede anche un luogo dove poter compiere con maggiore libert\u00e0 un&rsquo;opera cos\u00ec santa dicendo&nbsp;:&nbsp;<em>Chi mi dar\u00e0 nella solitudine un rifugio di viandanti?<\/em>, come se non potesse dedicarsi a questo in citt\u00e0; in tal modo indica quanto la presenza di altri uomini precluda il dono delle lacrime. Egli afferma ancora&nbsp;:&nbsp;<em>\u00c8 bene attendere nel silenzio il soccorso del Signore<\/em>; attesa che riceve sommo aiuto dalla solitudine, e aggiunge&nbsp;:&nbsp;<em>\u00c8 bene per l&rsquo;uomo sottoporsi al giogo fin dall&rsquo;adolescenza<\/em>, parole queste che sono di grandissimo conforto a noi che quasi tutti abbiamo abbracciato questa vocazione fin dalla giovinezza. Il profeta dice infine&nbsp;:&nbsp;<em>Siede solitario ed in silenzio per poter elevarsi sopra di s\u00e9<\/em>, indicando cos\u00ec quasi tutto ci\u00f2 che vi \u00e8 di meglio nella nostra vocazione&nbsp;: la quiete e la solitudine, il silenzio e il desiderio dei beni celesti.<\/p>\n\n\n\n<p>Il profeta poi mostra quale trasformazione opera una tale disciplina in coloro che vi si sottomettono, dicendo&nbsp;:&nbsp;<em>Porger\u00e0 la guancia a chi lo schiaffeggia e sar\u00e0 saziato di obbrobri<\/em>. Nel primo caso rifulge una somma pazienza, nell&rsquo;altro una perfetta umilt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche Giovanni Battista, di cui, secondo l&rsquo;elogio del Salvatore,&nbsp;<em>nessuno \u00e8 sorto pi\u00f9 grande tra i nati di donna<\/em>, mostra con evidenza quanta sicurezza e utilit\u00e0 procuri la solitudine. Egli, non stimandosi sicuro n\u00e9 per gli oracoli divini che avevano predetto che, ripieno di Spirito Santo fin dal seno materno, sarebbe stato il precursore di Ges\u00f9 Cristo con lo spirito e la forza di Elia, n\u00e9 per la sua mirabile nativit\u00e0, n\u00e9 per la santit\u00e0 dei suoi genitori, fugg\u00ec la compagnia degli uomini come piena di pericoli e scelse come sicura la solitudine del deserto; e finch\u00e9 dimor\u00f2 solitario nell&rsquo;eremo, non conobbe n\u00e9 pericoli n\u00e9 morte. L&rsquo;aver battezzato il Cristo e affrontato la morte per la giustizia dimostrano quanta forza e quanti meriti vi abbia acquistato. La solitudine infatti lo rese il solo degno di battezzare il Cristo che tutto purifica e di non indietreggiare n\u00e9 davanti al carcere n\u00e9 davanti alla morte per la verit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo stesso Ges\u00f9, Dio e Signore, la cui virt\u00f9 non poteva essere aiutata dalla solitudine n\u00e9 impedita dalla presenza degli uomini, tuttavia per giovare a noi col suo esempio, prima di predicare e di compiere miracoli, volle nel deserto essere sottoposto alle tentazioni e ai digiuni come ad una prova. Di lui la Scrittura dice che, lasciata in disparte la folla dei discepoli, saliva da solo sul monte a pregare. E nell&rsquo;imminenza della Passione lascia gli apostoli per poter pregare da solo, insegnandoci soprattutto con questo esempio quanto la solitudine giovi all&rsquo;orazione, perch\u00e9 non vuole pregare insieme con altri, fossero pure suoi compagni gli apostoli.<\/p>\n\n\n\n<p>Non possiamo passar qui sotto silenzio un mistero che merita tutta la nostra attenzione: lo stesso Signore e Salvatore del genere umano si degn\u00f2 di darci nella sua persona il primo modello vivente del nostro Ordine, col dimorare solo nel deserto, attendendo alla preghiera e agli esercizi della vita interiore, macerando il corpo con digiuni, con veglie e altre pratiche di penitenza, e vincendo le tentazioni e il nostro avversario con le armi spirituali.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed ora considerate voi stessi quanto profitto spirituale nella solitudine trassero i santi e venerabili padri Paolo, Antonio, Ilarione, Benedetto e innumerevoli altri, e avrete la prova che nulla, pi\u00f9 della solitudine, pu\u00f2 favorire la soavit\u00e0 della salmodia, l&rsquo;applicazione alla lettura, il fervore della preghiera, le penetranti meditazioni, l\u2019estasi della contemplazione e il dono delle lacrime.<\/p>\n\n\n\n<p>N\u00e9 vi bastino questi pochi esempi che vi abbiamo citato a lode della vocazione abbracciata, ma piuttosto voi stessi raccoglietene altri, attingendo sia dall\u2019esperienza quotidiana, sia dalle pagine delle Sacre Scritture.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Capitolo 1 Prologo\u00bb a grazia del Signore nostro Ges\u00f9 Cristo, l&rsquo;amore di Dio e la comunione [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-6167","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/chartreux.org\/moines\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/6167","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/chartreux.org\/moines\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/chartreux.org\/moines\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/chartreux.org\/moines\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/chartreux.org\/moines\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6167"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/chartreux.org\/moines\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/6167\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/chartreux.org\/moines\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6167"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}